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    PETTINATA DAL VENTO

    Nella coda d’un sogno
    il tuo volto, il suo peso
    al confine del sonno
    sul bordo del letto.
    Apro gli occhi e la gioia
    d’un giorno nuovo
    tutto daccapo, tutto per noi
    albeggia.

    Al buongiorno seguono
    carezze a metà
    tra questo e quel mondo.
    Sole entra da porte e finestre
    nuvole corrono per le stanze
    piove in cucina, in bagno la neve.
    Con te, là fuori è qui dentro,
    il cielo è cristallo,
    vento spazza la mente.

    Camminando mi guardi
    di tanto in tanto e mi chiami:
    un gioco di specchi, un’attesa, un colpo
    di naso e sorridi
    come questa città, e questa mattina
    fossero le più belle del mondo.
    La corrispondenza d’amore
    lascia sentire quel che sente l’altro:
    d’essere al mondo.

    Indico là con la mano
    tu corri e l’assaggi.
    All’alba del mondo
    io arrampicavo alberi
    tu sbranavi gli armenti.
    Ci ha uniti la grazia:
    un legame
    più antico e robusto
    delle chiese e gli sposi
    lisciati da pettini e olii.

    Ecco allora capisco
    il tuo odio per il mio
    districare i garbugli del manto,
    la pretesa di dar forma diversa
    alla tua forma libera
    pettinata dal vento.

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