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    CAMMINARE

    Peccato che del camminar sui monti
    in mezzo a tante meraviglie
    non resti che il ricordo del sentiero e i brevi sguardi
    lanciati oltre le rocce, ai prati, alle vette.
    Peccato tener sempre gli occhi bassi, e far fuggire
    la bellezza impegnando quelli
    e i piedi presso a loro, e il fiato
    e ogni scampolo di forza
    a farsi strada tra le pietre
    in salita e poi in discesa, o giù di corsa.
    È pur vero che anche in chiesa
    nel momento santo quando
    l’eucarestia soverchia tutto e tutto avvolge
    nel mistero che s’incarna ancora
    e ancora
    gli occhi noi abbassiamo sempre.

    Così avviene innanzi alle cose grandi
    a tutte le cose per cui siamo men di
    niente:
    tieni bassa la testa e occhieggi solamente
    il poco che ti è dato intuire e serbare nella mente
    un sogno
    un’ombra d’assoluto
    scintilla della maestà del mondo
    della forza che può tutto e potrà sempre
    della sostanza fatta monte
    del monte che ti osserva
    eterno re dei re.

    Lago Grande di Viso

    Cosa chiede per mostrarsi
    dietro a una nube o due
    cos’altro da una confessione?
    Il suo perdono non è dato
    quanto è l’umile redento
    dal suo piede e dal suo occhio:
    sudi cadi e poi ti pieghi
    e alla meta, lieve il passo
    guardi attorno
    una lacrima è il tuo dono
    perché sei e passerai
    e tutto questo sarà ancora.